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LE FASI DELLA VITICOLTURA DA APRILE A GIUGNO: STORIE DI VITA E DI VITI

 

Vi è mai capitato di fermarvi a osservare le vigne in collina?

Bastano veramente solo cinque minuti per lasciarsi rapire dalle geometrie, dalle linee oblique, verticali, orizzontali che si intersecano creando una trama, come di un quadro. Fermatevi, ammiratele: vi renderete conto di essere anche voi parte del dipinto, immersi in porzioni di colore che variano al variare delle stagioni.

Un tonfo al cuore.
Uno spettacolo che vi lascerà senza fiato, pervasi da una sensazione inspiegabile, a cui magari non saprete dare un nome, ma che di certo evocherà in voi il Bello.

Queste linee sono state disegnate in modo meticoloso dai vignaioli, che nell'arco dei secoli si sono succeduti come baluardi di queste terre alte rendendole coltivabili con la vite e creando un paesaggio unico, fatto di vigneti, filari, strade sterrate e capezzagne, modellate sulle dolci pendenze delle colline che creano le quinte di un sipario che si perde e si confonde con l’orizzonte.

La potente bellezza dei Paesaggi Vitivinicoli del Monferrato appartiene ai beni tutelati dall'Unesco dal 2014, portando l’Italia al 50° sito facente parte della lista dei Patrimoni dell'Umanità.

 

IL CICLO VEGETATIVO DELLA VITE: IL “PIANTO DELLE VITI”

Il paesaggio viticolo è a sua volta custodito dal lavoro dei vignaioli, donne e uomini, che hanno creato una cultura millenaria legata alla vite e al vino. Questo lavoro lento, ripetitivo, incessante e per lo più manuale si svolge ancora oggi seguendo tempistiche ben definite.

Il vignaiolo opera in simbiosi con la vite, le stagioni e il tempo meteorologico: sono questi elementi a scandire il ritmo del lavoro e della sua vita. In ogni stagione, infatti, la vite si trova in stadi vegetativi diversi a cui corrispondono operazioni e lavorazioni nella vigna.

Lasciato alle spalle il periodo invernale, in cui le potature e le stralciature hanno impegnato i vignaioli per i mesi di febbraio e marzo, entriamo in aprile e maggio: i mesi in cui si effettua la preparazione della vigna con la sostituzione dei pali delle canne e dei fili di ferro rotti. Questi elementi sono quelli che creano la struttura di sostegno per la nuova vegetazione che dovrà venire.

La legatura del tralcio al primo filo di ferro è l’operazione con la quale si viene a piegare il capo a frutto, quasi creando un arco, legandolo al filo di ferro. Questo passaggio servirà per far sì che la pianta alimenti al meglio con la linfa le gemme presenti sul tralcio, dalle quali, al risveglio vegetativo, si origineranno i nuovi germogli che daranno poi vita con il loro sviluppo ai nuovi tralci, che a loro volta porteranno i grappoli d’uva.

Il risveglio vegetativo è una fase molto delicata, in quanto, in seguito al rialzo delle temperature esterne, la vite inizia a spingere la linfa dalle radici alle gemme presenti sul capo a frutto: è questo il momento che dà origine al “pianto delle viti”, un fenomeno che si può vedere facilmente camminando in mezzo ai filari. I capi a frutto iniziano a far uscire gocce di linfa dai tagli della potatura, che verranno così sigillati. Questo fenomeno è il segnale che la natura si sta risvegliando e un nuovo ciclo vegetativo avrà inizio. Le gemme cominceranno a mano a mano ad ingrossarsi e a diventare sempre più turgide, fino lentamente ad aprirsi con l’emissione delle prime tenere foglioline.

 

SPOLLONATURA E SCACCHIATURA: COME FAR RISPARMIARE ENERGIE ALLA VITE

Le neonate foglie sono già vestite con nervature e colori sgargianti a seconda della varietà dell’uva, se bianca o rossa: teneri germogli formati al 90% di acqua, molto delicati e sensibili alle basse temperature. È quindi molto importante che non vi siano in questo periodo sbalzi termici con discesa della temperatura vicino allo zero, o peggio, sottozero, con conseguente formazione di ghiaccio nei tessuti vegetativi e distruzione delle cellule. Anche solo poche ore possono essere fatali e causare la perdita totale dei germogli e quindi del grappolo futuro.

A mano a mano che i giovani germogli si allungano, formando altre giovani foglie e arrivando a 20-25 cm di lunghezza con una vera e propria esplosione di vita vegetativa, si originano decine di germogli anche sul ceppo della vite e sul capo a frutto. I primi prendono il nome di polloni mentre i secondi di cacchi.

Ed è proprio questi germogli che l’operazione di spollonatura e scacchiatura manuale e meccanica andrà a eliminare, in modo da non disperdere energie della vite nel dover alimentare troppi germogli a volte anche sterili. Inoltre, si potrà procedere a ordinare i nuovi germogli del capo a frutto, ormai di 30-35 cm di lunghezza, posizionandoli ove possibile in modo dritto appoggiati al secondo filo di ferro, in modo che eventuali passaggi con mezzi meccanici o trattrici non possano romperli.

Maggio vola via veloce e siamo già a giugno: come un alito di vento e alla stessa velocità in poche settimane, se le condizioni metereologiche sono favorevoli con notti fresche e giornate terse, calde e leggermente ventilate, termina anche la fioritura.

 

GIUGNO E LA FIORITURA E FECONDAZIONE DELLA VITE: LE “NOZZE SEGRETE”

La vite non ha fiori colorati o grandi, ma piccolissimi e di colore verde. La fecondazione della vite è diversa da quella delle altre piante. In gergo tecnico si definisce cleistogamia e proviene dall’unione delle parole greche κλειστός "chiuso" e γάμος "nozze"; si potrebbe tradurre con nozze segrete: è infatti un processo che avviene quasi di nascosto; è visibile solo al suo compimento.

Per impollinare i suoi fiori, la vite non ha bisogno in genere né del vento né degli insetti, fa tutto da sé: solo a fecondazione avvenuta, i fiori – con un ingegnoso sistema meccanico creato dagli stami– fanno cadere il cappuccio formato dai petali; si dice infatti che “l’uva si toglie il cappello”: è bello camminare nei filari e vedere volteggiare migliaia di stami carichi di polline di colore di giallo vivo e caliptre verdi, la corolla formata dai petali, godendo di un nuovo profumo nell’aria. Una sensazione olfattiva fine, elegante, che ricorda sentori vegetali miscelati con aromi che richiamano sostanze zuccherine dolci.

La crescita in questa fase è velocissima e percepibile a vista d’occhio da un giorno all’altro: la lunghezza dei germogli aumenta, la tonalità di colore che li caratterizza cambia grazie alla produzione di nuova linfa che ne tramuta la tenue sfumatura in uno smeraldo sempre più intenso, fino ad arrivare a dare la sensazione di essere immersi in un vero mare verde ondeggiante di germogli che si muovono con il vento.

E, in un attimo, circondati dalle vivide pennellate del nuovo dipinto di Madre Natura, arriva luglio.

Ma questa è un’altra storia, e ve la racconteremo un’altra volta…

 

Daniele Chiappone